
Si apre Innovazione del mese: una rubrica dedicata ai soci del Cluster Agrifood Marche e ai loro progetti innovativi!
Protagonista di questo mese è Borgo Paglianetto, una cantina nata nel 2008 a Matelica dall’unione di cinque professionisti titolari che, dato il forte legame con la loro terra d’origine, hanno deciso di intraprendere questa attività. I soci consiglieri sono Luciano Bruzzechesse, Mario Basilissi, Pierandrea Farroni, Antonio e Giovanni Battista Roversi.
Con i suoi 29 ettari il Borgo si estende in una valle chiusa, detta Alta Valle dell’Esino, una collocazione strategica per la coltivazione di uve di grande qualità. Si tratta della Sinclinale Camerte, che si espande dalla valle del fiume Potenza alla valle del fiume Esino, colline che formano un esempio singolare di sfruttamento di peculiarità geologiche per un uso agricolo continuo. Grazie a queste condizioni è possibile ottenere vini con una struttura solida ma in grado di emanare freschezza, profondità e longevità.
A Borgo Paglianetto si produce il Verdicchio di Matelica Doc, un tratto caratterizzante di questa cantina che produce vini autentici, diversi in base alle differenti età ed esposizioni dei vigneti, al grado di maturazione delle uve e allo stile di bevuta ricercato.
Il progetto si articola su tre traiettorie principali: qualità della produzione, sostenibilità ambientale e rispetto per il territorio, il tutto attestato dalla certificazione biologica ottenuta nel 2013.
La produzione viene garantita da uve di qualità, preservate sia dall’uso di tecnologie che dalle lavorazioni manuali; le materie prime utilizzate riducono l’impiego di energia e si limitano gli interventi in vigna per ridurre l’impatto sul territorio. Per questo Borgo Paglianetto fa parte della Federazione FIVI, che racchiude al suo interno i vignaioli che in proprio coltivano, imbottigliano e commercializzano il proprio prodotto.
Grazie ai pannelli fotovoltaici installati in cantina si accumula energia che viene utilizzata per le fasi di lavorazione dei vini. Vengono utilizzate bottiglie leggere, la cui produzione genera minori emissioni di anidride carbonica, richiede minor consumo di energia e riduce l’impatto dei vuoti in vetro sull’ambiente. In più si impiegano tappi ecosostenibili riciclabili e ricavati da biopolimeri rinnovabili a base vegetale.
L'azienda rispetta il principio della filiera corta prediligendo fornitori locali, per promuovere l’economia del territorio e ridurre le emissioni di trasporto. I vini biologici rappresentano oggi una scelta consapevole, capace di coniugare qualità, sostenibilità e rispetto per il territorio. Fare questo tipo di scelta è un'azione verso un futuro più sano e sostenibile.
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